Il CounselingUno spazio di dialogo e ascolto

Mindfulness Counseling

Spesso nella nostra vita, a seconda dei momenti che viviamo, ci troviamo ad usare espressioni come: "mi sento in un vicolo cieco", "provo un'oppressione al petto", "mi manca l'aria", "mi sento insoddisfatto" o "non so dove sbattere la testa". Che si tratti di un problema familiare o nelle nostre relazioni, una difficoltà sul lavoro o una esitazione nel trovare una risposta adeguata ad una fase di cambiamento, non ci sentiamo in grado di fare il passo che la situazione ci richiede.

Questo fatto può condurci:

  • ad una condizione di disagio e di stress, momentanea o di lunga durata;
  • ad una condizione di malessere interiore, dovuto al perdurare di particolari sentimenti od emozioni;
  • ad una convivenza con stati più o meno passeggeri di malessere fisico o con patologie di varia natura.

Questi fattori e atteggiamenti, a loro volta, sommandosi al problema originario, alimentano un circolo vizioso che nel tempo non fa altro che rendere il senso di disagio e di inadeguatezza sempre più ampio, pervasivo e invalidante.

Ci ritroviamo così non solo in uno stato di stallo di fronte alla situazione che ha originato il problema, ma con livelli di sofferenza e di stress molto superiori a quello che sarebbe necessario. Le nostre risorse vengono impiegate per arginare questi livelli e non sono più disponibili per affrontare la situazione. Allora cerchiamo altre soluzioni, cerchiamo di aggirare il problema o rinunciamo del tutto. Si creano così dentro di noi delle convinzioni e delle idee riguardo la nostra in-capacità, la nostra debolezza, la nostra struttura caratteriale inadeguata. Pregiudizi e preconcetti duri a morire che ci accompagnano nel resto della nostra vita e che continuano in modo automatico e inconsapevole a minare la nostra capacità di cambiamento.

Ecco allora che il ricorso ad un percorso di Mindfulness Counseling offre l'opportunità di trovare lo spazio in cui "rompere" questo circolo e permette di attivare quella trasformazione che la situazione richiede, ma che la reazione automatica del nostro organismo impedisce.

Il counseling che propongo è prima di tutto un incontro tra due esseri umani nel quale si sviluppa una relazione di aiuto. Questo significa creare insieme uno spazio "protetto", dove sia possibile vivere e sperimentare in prima persona l'ascolto non condizionato, la fiducia, l'empatia e l'accettazione totale ed integrale di tutto quanto viene portato e si sviluppa nella relazione.

Queste qualità del rapporto fanno sì che, nel dispiegarsi degli incontri, in modo naturale al centro dell'attenzione venga posto l'essere umano nell'interezza della sua esperienza vitale, fatta di corpo e mente-cuore, un unico indivisibile che gradualmente recuperiamo attraverso la scoperta del linguaggio del corpo, di quello delle emozioni e di quello della mente.

Un incontro profondo che avviene alla luce della Consapevolezza psicofisica del qui ed ora, che impariamo a coltivare e sviluppare, e dove il mio apporto è quello di sostenere il Cliente nell'esplorazione del suo "mondo" interiore ed esteriore, riflettendogli l'esperienza che va vivendo ed elaborando, "sentendola" insieme a lui.

Il percorso così si configura come un laboratorio permanente di auto-scoperta concreto e realistico, nel quale il Cliente riacquista la capacità di operare scelte e prendere decisioni sul suo presente e sul suo futuro. Un lavoro in cui confluiscono gli apporti rivoluzionari della psicologia umanistica di Carl Rogers e la visione dell'essere umano e della vita propri della psicologia Buddhista, al cui centro c'è la Consapevolezza o Mindfulness.

La mindfulness, o consapevolezza, è una fondamentale qualità umana. Un modo per apprendere e rapportarti saggiamente nei confronti di tutto ciò che sta accadendo nella tua vita e che ti dona un grande senso di connessione con il tuo vivere sia interiormente che esteriormente.
Jon Kabat-Zinn

Sviluppare e praticare la Mindfulness negli incontri di counseling non vuol dire promuove nuove sensazioni o indurre particolari stati mentali nel Cliente, ma piuttosto permettergli di riabbracciare quello che c'è, riattivare i suoi sensi, i suoi occhi, la sua pelle, il suo naso... In una parola, rigenerare il suo sentire diretto e autentico, l'unico che è in grado di fargli riconoscere e comprendere la qualità delle sue esperienze.

E spesso scopriamo insieme come queste esperienze, soprattutto se percepite come dolorose, sono alimentate e sostenute da pensieri e preoccupazioni che si ripetono e si auto-generano e che sono capaci di occupare gran parte del suo vivere ed oscurare o deformare ciò che gli accade, ciò che sta vedendo e sentendo.

Accompagnare il Cliente in questo percorso mi permette di toccare con mano il potere liberatorio della presenza mentale e mi dona la possibilità di assistere alla sua "fioritura", quando comincia a gustare momenti sempre più ricchi e meno dipendenti dai meccanismi di risposta automatici che ha accumulato nel corso della sua storia. 


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