Una “Carta” per il Counseling

Dal 18 al 20 marzo 2016 si è svolto a Milano l’annuale convegno dell’AssoCounseling. Un momento di ritrovo, confronto, approfondimento, incontro, condivisione su questa splendida professione da parte di centinaia di professionisti appassionati. Ma questo convegno, in realtà, è stato speciale. In primis per il numero dei partecipanti, che ha superato le 3000 presenze: un evento mai accaduto in Italia, anche per professioni molto più antiche di quella del counselor. L’altro motivo per cui ritengo il convegno di questo anno speciale è che ha rappresentato il momento culminante di un lungo lavoro di preparazione, confronto e riflessione che ha portato alla definizione di una “carta del counseling”, ribattezzata “La Carta di Assago“.
La riporto integralmente, perché offre per ora la migliore risposta alla semplice domanda: ma cosa fa e chi è il counselor?
La “Carta di Assago”
Un punto di partenzaIl/la counselor…
è un catalizzatore del cambiamento individuale e sociale che crea valore
coltiva costantemente in sé curiosità, fiducia e responsabilità
pratica un’epistemologia umile ed evita l’autoreferenzialità
pratica un ascolto trasformativo della storia personale del cliente
sa ascoltare le storie normali senza considerare l’altro come sbagliato
crea ponti con le altre professioni per una sostenibilità più ampia del sistema sociale
è in grado di comprendere e agire nella contemporaneità e nella multiculturalità
è in grado di utilizzare le tecniche adeguate in relazione al contesto e di rispettare la centralità del cliente
ha fiducia nel potenziale evolutivo dell’essere umano e ne agevola l’espressione
realizza il suo percorso formativo in un equilibrio costante tra teoria, ricerca e pratica esperienziale lungo tutto l’arco della sua vita professionale
utilizza tecniche fondate su una prospettiva evolutiva e di apprendimento finalizzate alla realizzazione del progetto di vita del cliente
è in grado di personalizzare e adattare in modo creativo le tecniche di counseling in modo congruente rispetto a sé e al contesto in cui opera20 marzo 2016


